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La neve dal balcone !

Cingoli, 14 febbraio. Ascolto alcune telefonate di sostegno e alcune critiche generiche. Ringrazio tutti perché in ogni caso una importante teoria della scienza politica sostiene che la democrazia è superiore ai regimi totalitari dove non si può criticare, proprio perché le diverse visioni dei cittadini possono aiutare a fare meglio.
Ciò premesso devo esprimere il mio pensiero.
Sono Sindaco di un Comune, istituzione che deriva da comunione e quindi sono amministratore di qualcosa che è di tutti. Il nostro ( e anche tuo) Comune ha a disposizione le risorse umane e strumentali che ha. I dipendenti del Comune ed i mezzi. Quest’ultimi sono 9 ed erano, all’inizio del mandato 7. I nostri mezzi sono strutturati per intervenire su masse nevose di decine di cm non di metri. La conseguenza è che dopo aver spostato la neve ai lati, questa procedura funziona sino ad un cero volume non a livello di metri che, evidentemente richiede la rimozione (leggi frese-turbine o pale meccaniche che caricano camion. Turbina che abbiamo intenzione di acquistare nei prossimi giorni).
E’ come se a casa nostra avessimo 3 pale per spalare e ne occorrerebbero 50. Come si fa ? E’ necessario utilizzare al meglio quello che si ha.
Per tornare al problema della neve nelle strade e quindi al ripristino della circolazione (oggi), devo ricordare che la precipitazione è arrivata venerdì 3 febbraio. Già venerdì della scorsa settimana avevo chiamato il Comandante Nazionale della Forestale che, in relazione alla situazione di crisi evidenziata, ha inviato a Cingoli 6 agenti della Forestale con 2 motoslitte. Sabato 4 il Comandante Nazionale dei Vigili del Fuoco ha inviato a Cingoli 12 Vigili da Macerata e 7 da Bolzano con 5 mezzi molto potenti; quest’ultimi giunti a domenica 5 febbraio e già operativi lunedì 6. I Carabinieri (senza una mia richiesta) hanno poi inviato una motoslitta.
Abbiamo poi chiamato tutti i privati disponibili, nelle giornate di punta anche decine. Costo 80-100 euro all’ora per 10 ore in media. I dipendenti del Comune hanno lavorato ininterrottamente anche per 15-18 ore al giorno, tanto da mettere a repentaglio anche la loro personale incolumità che, comunque, ricade sotto la mia responsabilità. Quattro mezzi su nove hanno riportato per lo sforzo e l’usura dei guasti anche gravi (semiassi rotti, frizione ecc cc.).
La scaletta degli interventi.
Il problema che si è posto nei 10 giorni della precipitazione è che occorreva mettere in fila le priorità. Per me le priorità sono state: tutela e possibilità di soccorrere tutte le persone che avevano bisogno di cure mediche e di medicinali. E poi, in subordine, la transitabilità delle strade interne perché quelle principali sono state sempre (lo ripeto sempre) libere. Io stesso tutti i giorni, dico tutti, sono venuto a Cingoli da S.Flaviano.
Subito, il 1° problema che è emerso e che non è di stretta competenza del Sindaco ma del buon senso di chi doveva provvedere è stato il rifornimento di gasolio per il riscaldamento dell’Ospedale che era esaurito.
I radiatori del nostro nosocomio e quindi i degenti una notte sono rimasti al freddo. Abbiamo impiegato 3 giorni con un mezzo messo a disposizione esclusivamente per questo fine per ripianare la cisterna (il primo giorno il camion è venuto ma l’autista si è spaventato dalla coltre nevosa ed è tornato indietro. E poi la soluzione al terzo tentativo).
Quindi 9 mezzi meno 1 per 3 giorni.
Un altro mezzo è stato indirizzato per portare i pasti all’Ospedale tutti i giorni fino 14 febbraio: da Jesi a Cingoli .
Una terna è stata impiegata per liberare le strade al fine di consentire alle autoambulanze di soccorrere le persone. Un primo caso è stato quello di una persona che si era rotto un braccio e che abitava in una casa sepolta dalla neve. Tempo di impiego 6 ore. Altra terna è stata inviata per soccorrere una persona che si era tagliata un dito.
Ed ancora un altro mezzo per soccorrere una signora con Bambino che era rimasta sepolta sotto la neve. Luogo:strada da Coste a S.Vittore. Tempo di impiego 8 ore e ritorno a Cingoli.
Altro mezzo per rimorchiare la Ruspa di Bolzano finita fuori strada. Un altro mezzo per soccorrere 2 ambulanze finite fuori strada.
Questi interventi sono stati decine e decine. Solo che per spostare un mezzo dal Cingoli a Castel S.Angelo per ripristinare l’erogazione dell’acqua e inviarlo poi a Botontano quanto tempo occorre? Anche questi interventi possono essere enumerati in decine e decine di casi.
E poi è stata la volta del carburante esaurito a Cingoli. Se non avessi potuto chiamare l’Amministratore di API non avremmo avuto il carburante per mandare avanti i nostri mezzi. Era già finito prima delle nevicate e di regola non abbiamo (non ho) anche questo compito.
All’API di Falconara era tutto bloccato. Il Prefetto di Ancona mi aveva detto che non poteva fare nulla. Ho mandato una ruspa a rimorchiare il camion e con 1 metro di neve abbiamo portato benzina e gasolio a Cingoli. Una prima volta martedì e poi domenica (si domenica).
E poi ancora c’era da preoccuparsi del rifornimento dei supermercati. Più mezzi del Comune hanno trainato i veicoli che hanno garantito le verdure e la frutta a Cingoli tutti i giorni. Non sapevamo quanto durasse la perturbazione e quindi il rifornimento di cibo era ed è essenziale.
E non è stato superfluo consegnare, con motoslitte, centinaia di sacchetti di viveri alle famiglie bloccate, nelle frazioni per piu’ giorni. Ricordo chi più ha patito: S.Vittore, Rangore, Cervidone, Palombare, Sartregna, Botontano, Castelletta, Rio, Moscosi, Castel S Angelo.
Basti solo pensare che siamo intervenuti a Panicali per una persona.
Ed ancora altri mezzi hanno accompagnato dipendenti Enel a ripristinare la corrente elettrica in frazioni in cui è mancata per giorni.
A mezzanotte di mercoledì abbiamo portato un generatore di corrente ad una famiglia che da 3 giorni non aveva corrente elettrica e per raggiungere quella casa isolata abbiamo impiegato 3 (dico 3) motopale e poi una motoslitta ed infine a piedi con le racchette.
E senza corrente non vi era riscaldamento in molte frazioni, perché le caldaie non funzionavano. Stessa missione (decine e decine) per i collegamenti della rete telefonica cellulare interrotta in alcune frazioni anche da più giorni.
Quindi per riassumere: prima il soccorso dei malati e dei feriti; poi l’Ospedale e i pasti; poi la corrente elettrica, il gas e l’acqua. Poi la viabilità principale e, in secondo luogo, quella secondaria. Ed ancora oltre ai nostri 430 km di strade siamo intervenuti sulle provinciali S Obrizio-San Faustino; Provinciale di Botontano; Provinciale Villa Strada-Cervidone. Solo in località Rangore siamo andati decine di volte.
Non spetta al Comune che ha già molto di suo mandare piu’ terne nelle strade provinciali a Cervidone, piuttosto che a Cervara o San Faustino. Ma vi erano delle persone in mezzo alla bufera: si poteva dire non spetta a noi e fare la polemica con la Provincia? Io penso di no. Ci siamo caricati anche questo peso perché penso che anche in provincia stessero facendo il loro anche se quella maggioranza è di un altro partito.
Sui piani del Motocross siamo andati almeno 8 volte per 2 persone. Encomiabili gli agenti della forestale e soprattutto i vigili del fuoco.
Un elicottero si è alzato da Viterbo per portare in salvo alcune persone in località Sartregna. Dopo 3 giorni di isolamento c’erano degli ammalati. Tuttavia il vento ha impedito di realizzare quel soccorso che è stato garantito dai soliti agenti della forestale con la motoslitta.
Nella notte tra giovedì e venerdì abbiamo portato via la neve da metà del Corso Gribaldi. Dovevamo garantire che nessuno si facesse male a camminare lungo il Corso e la riapertura delle attività commerciali.
Ma tra sabato e domenica sono scesi ancora 60 cm di neve e la situazione è riesplosa.
Con un’aggravante. Il peso della neve sui tetti. Di fronte alla richiesta di garantire l’incolumità “dentro le case” i mezzi e il personale sono stati mandati a verificare decine e decine di abitazioni. A mettere puntelli in acciao a capannoni e case. Ed ancora a portare il fieno nelle stalle e i mangimi agli allevamenti.
Per chi a casa ha avuto tutto (luce,gas, cibo, telefono e televisione), salvo il reddito da lavoro, è evidente che la sua preoccupazione era quella di vedere “dal balcone” o con una pala in mano (numerosi) i mezzi del Comune.
E legittimamente protesta se non li ha visti passare in Via mala zampa piuttosto che a Cervidone o Avenale, S.Stefano, Rio, S.Vittore solo per fare qualche nome di frazioni o di vie principali.
Ho ascoltato telefonate del tipo che eravamo andati 3 volte a Colognola e mai a S.Vittore. Oppure chi ha detto che avevamo ripulito il Corso e non pensavamo alla campagna che comunque pagava le tasse. O quello di via Roma che senza riflettere sul fatto che in quella via la neve deve essere trasportata fuori lamentava che ci eravamo preoccupati solo del corso perché avevamo interessi.
Via, prego tutti di non offendere non la mia ma la propria intelligenza.
La mia preoccupazione, invece (e penso quella della maggioranza dei cittadini), in un evento che ha visto 400 morti in Europa, era ed è stata quella di garantire a tutti la salute, il riscaldamento, il cibo, le cure e la viabilità principale per intervenire su quella secondaria ad emergenza finita (oggi 14 febbraio).
Quando lunedì 13 febbraio, in serata, abbiamo raggiunto l’ultima frazione isolata di Rio e poco prima Palombare che da tre giorni aspettavano di vedere un mezzo pubblico, ho potuto fare un lungo respiro di sollievo. E’ per questo e chiedo scusa che di fronte a chi lamentava di non essere transitati in via X non ho risposto con il “dolce stil novo” di Dante.
Per notizia e come ho detto: abito a San Flaviano ma tutti i giorni sono stato in Comune con la mia punto con gomme termiche. Non ho avuto privilegi. Non ho mai utilizzato mezzi del Comune. Quando è servito ho spalato, non ho protestato. Né adesso né quando non ero in politica.
In ogni caso voglio sottolineare che tutti i miei concittadini hanno avuto la certezza che se avessero avuto bisogno, sarebbero stati raggiunti anche con le strade innevate da metri di neve, da motoslitte,2 gatti delle nevi, mezzi aerei, turbine.
Lunedì la Polizia di Stato ci ha mandato 2 gatti delle nevi da Moena (Trento) con 6 Agenti (i miei colleghi). Il Capo dei Vigili del Fuoco è venuto a Cingoli. Il capo della Protezione Civile Gabrielli (altro mio ex collega in quanto già Commissario di PS) ha chiesto informazioni su Cingoli a seguito di una mia lettera. Il Presidente del Consiglio dopo aver ricevuto una mia lettera si è impegnato pubblicamente a rimborsare ai Comuni le spese di questo evento.
Oggi (martedì 14 febbraio) il Senato voterà un mio emendamento per rifondere il reddito a chi non ha lavorato per 15 giorni e le spese di calamità.
Si può pensare davvero che tutto questo sia stato casuale e che si potesse fare di più?
Si può pensare che un “qualunque” Sindaco dei 8.300 Comuni italiani, senza una formazione dirigenziale pubblica, avesse le stesse possibilità ?
Tutte le opinioni naturalmente sono legittime. Soprattutto quelle di segno contrario.
Ma io sono sereno anche perché avendo comandato reparti antiterrorismo dove si rischiava la vita non temo confronti con nessuno su come si organizza una macchina per i soccorsi. E sia chiaro che questa neve ha fatto correre rischi di “vita”.
A ognuno le sue considerazioni. Ringrazio tutti e in specie e senza graduatorie: i dipendenti del Comune di Cingoli, nostri concittadini senza ordini e grado (gli operai hanno lavborato, ripeto lavorato per 15-18 ore per 10 giorni; gli appartenenti alle forze dell’ordine (Agenti Forestali, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Protezione civile di Cingoli, Carabinieri, Croce Rossa di Cingoli, Avis) e anche molti privati che si sono messi a disposizione della Comunità. Molti anche gratis e nei cui confronti intendo chiedere al Presidente della Repubblica la concessione del riconoscimento di Cavaliere del lavoro.
Ho svolto il mio compito così come ho fatto per anni. E non sono stato dietro una scrivania.
A me piacerebbe che Cingoli potesse crescere una opinione pubblica e una classe dirigente capace di aiutare ad amministrare meglio. Anche con le critiche ma senza banalità.
Un saluto a tutti! filippo saltamartini
>Cingoli, 14 febbraio. Ascolto alcune telefonate di sostegno e alcune critiche generiche. Ringrazio tutti perché in ogni caso una importante teoria della scienza politica sostiene che la democrazia è superiore ai regimi totalitari dove non si può criticare, proprio perché le diverse visioni dei cittadini possono aiutare a fare meglio.
Ciò premesso devo esprimere il mio pensiero.
Sono Sindaco di un Comune, istituzione che deriva da comunione e quindi sono amministratore di qualcosa che è di tutti. Il nostro ( e anche tuo) Comune ha a disposizione le risorse umane e strumentali che ha. I dipendenti del Comune ed i mezzi. Quest’ultimi sono 9 ed erano, all’inizio del mandato 7. I nostri mezzi sono strutturati per intervenire su masse nevose di decine di cm non di metri. La conseguenza è che dopo aver spostato la neve ai lati, questa procedura funziona sino ad un cero volume non a livello di metri che, evidentemente richiede la rimozione (leggi frese-turbine o pale meccaniche che caricano camion. Turbina che abbiamo intenzione di acquistare nei prossimi giorni).
E’ come se a casa nostra avessimo 3 pale per spalare e ne occorrerebbero 50. Come si fa ? E’ necessario utilizzare al meglio quello che si ha.
Per tornare al problema della neve nelle strade e quindi al ripristino della circolazione (oggi), devo ricordare che la precipitazione è arrivata venerdì 3 febbraio. Già venerdì della scorsa settimana avevo chiamato il Comandante Nazionale della Forestale che, in relazione alla situazione di crisi evidenziata, ha inviato a Cingoli 6 agenti della Forestale con 2 motoslitte. Sabato 4 il Comandante Nazionale dei Vigili del Fuoco ha inviato a Cingoli 12 Vigili da Macerata e 7 da Bolzano con 5 mezzi molto potenti; quest’ultimi giunti a domenica 5 febbraio e già operativi lunedì 6. I Carabinieri (senza una mia richiesta) hanno poi inviato una motoslitta.
Abbiamo poi chiamato tutti i privati disponibili, nelle giornate di punta anche decine. Costo 80-100 euro all’ora per 10 ore in media. I dipendenti del Comune hanno lavorato ininterrottamente anche per 15-18 ore al giorno, tanto da mettere a repentaglio anche la loro personale incolumità che, comunque, ricade sotto la mia responsabilità. Quattro mezzi su nove hanno riportato per lo sforzo e l’usura dei guasti anche gravi (semiassi rotti, frizione ecc cc.).
La scaletta degli interventi.
Il problema che si è posto nei 10 giorni della precipitazione è che occorreva mettere in fila le priorità. Per me le priorità sono state: tutela e possibilità di soccorrere tutte le persone che avevano bisogno di cure mediche e di medicinali. E poi, in subordine, la transitabilità delle strade interne perché quelle principali sono state sempre (lo ripeto sempre) libere. Io stesso tutti i giorni, dico tutti, sono venuto a Cingoli da S.Flaviano.
Subito, il 1° problema che è emerso e che non è di stretta competenza del Sindaco ma del buon senso di chi doveva provvedere è stato il rifornimento di gasolio per il riscaldamento dell’Ospedale che era esaurito.
I radiatori del nostro nosocomio e quindi i degenti una notte sono rimasti al freddo. Abbiamo impiegato 3 giorni con un mezzo messo a disposizione esclusivamente per questo fine per ripianare la cisterna (il primo giorno il camion è venuto ma l’autista si è spaventato dalla coltre nevosa ed è tornato indietro. E poi la soluzione al terzo tentativo).
Quindi 9 mezzi meno 1 per 3 giorni.
Un altro mezzo è stato indirizzato per portare i pasti all’Ospedale tutti i giorni fino 14 febbraio: da Jesi a Cingoli .
Una terna è stata impiegata per liberare le strade al fine di consentire alle autoambulanze di soccorrere le persone. Un primo caso è stato quello di una persona che si era rotto un braccio e che abitava in una casa sepolta dalla neve. Tempo di impiego 6 ore. Altra terna è stata inviata per soccorrere una persona che si era tagliata un dito.
Ed ancora un altro mezzo per soccorrere una signora con Bambino che era rimasta sepolta sotto la neve. Luogo:strada da Coste a S.Vittore. Tempo di impiego 8 ore e ritorno a Cingoli.
Altro mezzo per rimorchiare la Ruspa di Bolzano finita fuori strada. Un altro mezzo per soccorrere 2 ambulanze finite fuori strada.
Questi interventi sono stati decine e decine. Solo che per spostare un mezzo dal Cingoli a Castel S.Angelo per ripristinare l’erogazione dell’acqua e inviarlo poi a Botontano quanto tempo occorre? Anche questi interventi possono essere enumerati in decine e decine di casi.
E poi è stata la volta del carburante esaurito a Cingoli. Se non avessi potuto chiamare l’Amministratore di API non avremmo avuto il carburante per mandare avanti i nostri mezzi. Era già finito prima delle nevicate e di regola non abbiamo (non ho) anche questo compito.
All’API di Falconara era tutto bloccato. Il Prefetto di Ancona mi aveva detto che non poteva fare nulla. Ho mandato una ruspa a rimorchiare il camion e con 1 metro di neve abbiamo portato benzina e gasolio a Cingoli. Una prima volta martedì e poi domenica (si domenica).
E poi ancora c’era da preoccuparsi del rifornimento dei supermercati. Più mezzi del Comune hanno trainato i veicoli che hanno garantito le verdure e la frutta a Cingoli tutti i giorni. Non sapevamo quanto durasse la perturbazione e quindi il rifornimento di cibo era ed è essenziale.
E non è stato superfluo consegnare, con motoslitte, centinaia di sacchetti di viveri alle famiglie bloccate, nelle frazioni per piu’ giorni. Ricordo chi più ha patito: S.Vittore, Rangore, Cervidone, Palombare, Sartregna, Botontano, Castelletta, Rio, Moscosi, Castel S Angelo.
Basti solo pensare che siamo intervenuti a Panicali per una persona.
Ed ancora altri mezzi hanno accompagnato dipendenti Enel a ripristinare la corrente elettrica in frazioni in cui è mancata per giorni.
A mezzanotte di mercoledì abbiamo portato un generatore di corrente ad una famiglia che da 3 giorni non aveva corrente elettrica e per raggiungere quella casa isolata abbiamo impiegato 3 (dico 3) motopale e poi una motoslitta ed infine a piedi con le racchette.
E senza corrente non vi era riscaldamento in molte frazioni, perché le caldaie non funzionavano. Stessa missione (decine e decine) per i collegamenti della rete telefonica cellulare interrotta in alcune frazioni anche da più giorni.
Quindi per riassumere: prima il soccorso dei malati e dei feriti; poi l’Ospedale e i pasti; poi la corrente elettrica, il gas e l’acqua. Poi la viabilità principale e, in secondo luogo, quella secondaria. Ed ancora oltre ai nostri 430 km di strade siamo intervenuti sulle provinciali S Obrizio-San Faustino; Provinciale di Botontano; Provinciale Villa Strada-Cervidone. Solo in località Rangore siamo andati decine di volte.
Non spetta al Comune che ha già molto di suo mandare piu’ terne nelle strade provinciali a Cervidone, piuttosto che a Cervara o San Faustino. Ma vi erano delle persone in mezzo alla bufera: si poteva dire non spetta a noi e fare la polemica con la Provincia? Io penso di no. Ci siamo caricati anche questo peso perché penso che anche in provincia stessero facendo il loro anche se quella maggioranza è di un altro partito.
Sui piani del Motocross siamo andati almeno 8 volte per 2 persone. Encomiabili gli agenti della forestale e soprattutto i vigili del fuoco.
Un elicottero si è alzato da Viterbo per portare in salvo alcune persone in località Sartregna. Dopo 3 giorni di isolamento c’erano degli ammalati. Tuttavia il vento ha impedito di realizzare quel soccorso che è stato garantito dai soliti agenti della forestale con la motoslitta.
Nella notte tra giovedì e venerdì abbiamo portato via la neve da metà del Corso Gribaldi. Dovevamo garantire che nessuno si facesse male a camminare lungo il Corso e la riapertura delle attività commerciali.
Ma tra sabato e domenica sono scesi ancora 60 cm di neve e la situazione è riesplosa.
Con un’aggravante. Il peso della neve sui tetti. Di fronte alla richiesta di garantire l’incolumità “dentro le case” i mezzi e il personale sono stati mandati a verificare decine e decine di abitazioni. A mettere puntelli in acciao a capannoni e case. Ed ancora a portare il fieno nelle stalle e i mangimi agli allevamenti.
Per chi a casa ha avuto tutto (luce,gas, cibo, telefono e televisione), salvo il reddito da lavoro, è evidente che la sua preoccupazione era quella di vedere “dal balcone” o con una pala in mano (numerosi) i mezzi del Comune.
E legittimamente protesta se non li ha visti passare in Via mala zampa piuttosto che a Cervidone o Avenale, S.Stefano, Rio, S.Vittore solo per fare qualche nome di frazioni o di vie principali.
Ho ascoltato telefonate del tipo che eravamo andati 3 volte a Colognola e mai a S.Vittore. Oppure chi ha detto che avevamo ripulito il Corso e non pensavamo alla campagna che comunque pagava le tasse. O quello di via Roma che senza riflettere sul fatto che in quella via la neve deve essere trasportata fuori lamentava che ci eravamo preoccupati solo del corso perché avevamo interessi.
Via, prego tutti di non offendere non la mia ma la propria intelligenza.
La mia preoccupazione, invece (e penso quella della maggioranza dei cittadini), in un evento che ha visto 400 morti in Europa, era ed è stata quella di garantire a tutti la salute, il riscaldamento, il cibo, le cure e la viabilità principale per intervenire su quella secondaria ad emergenza finita (oggi 14 febbraio).
Quando lunedì 13 febbraio, in serata, abbiamo raggiunto l’ultima frazione isolata di Rio e poco prima Palombare che da tre giorni aspettavano di vedere un mezzo pubblico, ho potuto fare un lungo respiro di sollievo. E’ per questo e chiedo scusa che di fronte a chi lamentava di non essere transitati in via X non ho risposto con il “dolce stil novo” di Dante.
Per notizia e come ho detto: abito a San Flaviano ma tutti i giorni sono stato in Comune con la mia punto con gomme termiche. Non ho avuto privilegi. Non ho mai utilizzato mezzi del Comune. Quando è servito ho spalato, non ho protestato. Né adesso né quando non ero in politica.
In ogni caso voglio sottolineare che tutti i miei concittadini hanno avuto la certezza che se avessero avuto bisogno, sarebbero stati raggiunti anche con le strade innevate da metri di neve, da motoslitte,2 gatti delle nevi, mezzi aerei, turbine.
Lunedì la Polizia di Stato ci ha mandato 2 gatti delle nevi da Moena (Trento) con 6 Agenti (i miei colleghi). Il Capo dei Vigili del Fuoco è venuto a Cingoli. Il capo della Protezione Civile Gabrielli (altro mio ex collega in quanto già Commissario di PS) ha chiesto informazioni su Cingoli a seguito di una mia lettera. Il Presidente del Consiglio dopo aver ricevuto una mia lettera si è impegnato pubblicamente a rimborsare ai Comuni le spese di questo evento.
Oggi (martedì 14 febbraio) il Senato voterà un mio emendamento per rifondere il reddito a chi non ha lavorato per 15 giorni e le spese di calamità.
Si può pensare davvero che tutto questo sia stato casuale e che si potesse fare di più?
Si può pensare che un “qualunque” Sindaco dei 8.300 Comuni italiani, senza una formazione dirigenziale pubblica, avesse le stesse possibilità ?
Tutte le opinioni naturalmente sono legittime. Soprattutto quelle di segno contrario.
Ma io sono sereno anche perché avendo comandato reparti antiterrorismo dove si rischiava la vita non temo confronti con nessuno su come si organizza una macchina per i soccorsi. E sia chiaro che questa neve ha fatto correre rischi di “vita”.
A ognuno le sue considerazioni. Ringrazio tutti e in specie e senza graduatorie: i dipendenti del Comune di Cingoli, nostri concittadini senza ordini e grado (gli operai hanno lavborato, ripeto lavorato per 15-18 ore per 10 giorni; gli appartenenti alle forze dell’ordine (Agenti Forestali, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Protezione civile di Cingoli, Carabinieri, Croce Rossa di Cingoli, Avis) e anche molti privati che si sono messi a disposizione della Comunità. Molti anche gratis e nei cui confronti intendo chiedere al Presidente della Repubblica la concessione del riconoscimento di Cavaliere del lavoro.
Ho svolto il mio compito così come ho fatto per anni. E non sono stato dietro una scrivania.
A me piacerebbe che Cingoli potesse crescere una opinione pubblica e una classe dirigente capace di aiutare ad amministrare meglio. Anche con le critiche ma senza banalità.
Un saluto a tutti! filippo saltamartini

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